Modica da Gustare

I piatti della cucina modicana racchiudono una ricca e lunga storia di tradizioni e culture di popoli che hanno colonizzato in passato questa porzione dell’isola, sapori in perfetto equilibrio fra terra e mare.
I prodotti utilizzati in cucina sono del luogo e biologici, come l’olio extravergine d’oliva, usato sia per condire che per cucinare, il pesce fresco, la verdura, la frutta, i formaggi e molto altro.

Gli arancini sono un piatto tipico a base di riso che vengono farciti, impanati e fritti per gustarli caldi in ogni momento della giornata. Si cuoce il riso salando a piacere e lo si condisce con un po’ di parmigiano o di grana padano e 3 uova sbattute (mettete solo i rossi nel riso e lasciate gli albumi a parte per l’impanatura), si lascia riposare finché non si è raffreddato e nel frattempo si prepara il condimento per il ripieno. Potrete condire gli arancini con mozzarella e prosciutto, con ragù di carne ristretto, con funghi e spinaci, come meglio gradite. Una volta raffreddato il riso, preparate delle palline di riso al cui interno inserirete il ripieno, chiudetele avvolgendole tra le mani e bagnatele prima sull’albume che avete sbattuto e poi sulla mollica. Una volta terminate le impanature friggete gli arancini in abbondante olio.

Nella cucina modicana, le focacce, ( scacce in dialetto) occupano un posto di rilievo essendo forse uno dei piatti che maggiormente caratterizzano la tradizione culinaria locale. Nel passato meno recente l’economia modicana era principalmente di tipo agricolo pertanto i piatti che si rifanno alla cucina povera sono quelli che oggi vengono più apprezzati e gustati. Molti sono i modi di preparazione e molti sono i condimenti con cui si possono fare le “scacce” ne vedremo qualcuno senza avere la pretesa di dare ricette buone in assoluto.

Gli ‘Mpanatigghi sono biscotti ripieni impanati, come un piccolo panzerotto a forma di semiluna, e ripieno di un composto di mandorle, noci, cioccolato, zucchero, cannella, chiodi di garofano e carne di manzo.
I dolcieri modicani si sono tramandati un’antica ricetta per la preparazione di questo dolce conosciuto con il termine dialettale di ‘mpanatigghi, oggi anche chiamato impanatiglie o dolce di carne.

La storia del cannolo è stata descritta dal duca Alberto Denti di Prajno nel suo libro “Siciliani a tavola”. Il duca, vero cultore della gastronomia siciliana, sostiene che il dolce sia stato inventato dalle suore di clausura in un convento dei dintorni di Caltanissetta.
Per dirla tutta però il Duca sostiene anche che l’origine del cannolo non sia cristiana ma musulmana, per la ricchezza del sapore e la complessità della composizione. Ed infatti è vero che Caltanissetta, in arabo “Kalt El nissa” ovvero “Castello delle donne”, era il luogo dove gli emiri saraceni tenevano i propri harem, e che le donne, durante le lunghe assenze dei propri consorti, per ingannare l’attesa, si dedicavano alla preparazione di cibi succulenti e dolci elaborati.Anche a Modica il cannolo di ricotta è un pezzo forte della gastronomia dolciaria modicana, dove potete trovarlo nella pasticceria Bonaiuto a pochi passi dal nostro hotel.

La storia del cioccolato Modicano si snoda lungo il corso dei secoli ed unisce la Sicilia e la Contea di Modica alla Spagna, per finire nell’attuale Messico. Gli spagnoli sbarcati nel “nuovo mondo” appresero dagli Aztechi l’arte della lavorazione del cioccolato, chiamato in lingua azteca “Xocoàtl”. Gli Aztechi macinavano le fave di cacao ottenendo una pasta che veniva successivamente mescolata a delle spezie (in particolare il peperoncino), il tutto veniva poi lavorato su di una pietra ricurva chiamata “metate” con uno speciale matterello anch’esso di pietra.
L’arte del cioccolato fu importata in Sicilia dagli spagnoli verso il 1600 e ovviamente la fiorente Contea di Modica, che si estendeva per tre quarti della Sicilia, apprese tale arte. Nella Contea successivamente furono aggiunti lo zucchero e le spezie (vaniglia e cannella) ottenendo così un prodotto che oltre ad essere nutriente era considerato anche un medicinale.
Quelle gesta e quei sapori sono rimasti immutati nel tempo senza mai passare alla fase industriale – ed è per questo che a Modica si produce questo meraviglioso cioccolato denso di aromi – e soprattutto senza subire il concaggio o l’aggiunta di lecitine varie, o peggio ancora di grassi vegetali.
Del Cioccolato di Modica diceva Leonardo Sciascia: “Di inarrivabile sapore… che sfiora l’assoluto”.

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